Perchè un blog dedicato ai loghi?
Perchè un logo, o un marchio, sono la faccia di un'azienda.
Ci sono bei loghi che nascondono brutte aziende e brutti loghi che nascondono aziende di tutto rispetto, a volte l'abito non fa il monaco, però è sempre bello presentarsi nella maniera corretta. Esistono loghi assolutamente anonimi creati in fretta e furia, e ci sono marchi che sono veri e propri capolavori, creati addirittura da artisti famosi. Ci sono casi in cui una sola parte del logo si sostituisce al nome dell'azienda, talmente è conosciuto e famoso. E poi un bel logo è come una bel quadro, te lo appendi volentieri al muro, o lo indossi su una maglietta. Ci sono loghi che durano pochi anni ed alcuni che attraversano i decenni senza cambiare minimamente e rimanendo sempre attuali, proprio come un bel quadro. Un bel logo è come un diamante...per sempre...

Davide Seveso
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martedì 19 gennaio 2010

Restyling Peugeot


Il Leone Francese si rinnova.
Dopo il restyling del 1998 la casa francese rinnova il suo marchio, e segue da vicino i trend attuali, una sorta di Automotive 2.0, sulla scia del riuscitissimo web 2.0.

Il carattere "Peugeot" rimane quasi inalterato, viene leggermente allungato orizzontalmente e qualche particolaredelle lettere viene stondato; ci si rinnova ma senza stravolgere.
Per quanto riguarda il leone invece le cose cambiano sostanzialmente, oltre alla "cromatura" ci troviamo davanti ad una sostanziale semplificazione delle forme. Una coda più piccola, una propensione in avanti, le zampe posteriori più salde a terra e l'eliminazione della lingua, oltre ad una linea arcuata che segue l'avanzamento del leone, rendono questo marchio molto aggressivo, più moderno, più dinamico e più "tecnologico"; caratteristiche che un'automobile di successo deve avere.
Altra caratteristica non trascurabile è il ritorno alla tridimensionalità del leone, che dopo il restyling del 1980 aveva perso.
Qui sotto potete vedere come si evoluto, nel bene e nel male, il logo Peugeot, dal 1850 ad oggi.

Quest'ultima versione è sicuramente all'altezza delle precedenti versioni, in un qualche modo si rifà al logo creato nel 1965, che di certo non peccava di aggressività, di carattere e di design.

venerdì 4 dicembre 2009

Una luce in fondo al tunnel delle olimpiadi...


Finalmente, mi viene da dire, dopo vari orrori legati a manifestazioni internazionali, vedi il tristemente famoso logo delle Olimpiadi di Londra e quello nostrano legato all'EXPO 2015 di Milano per concludere con il logo di Magic Italy, qualcosa si muove nella direzione giusta.
Non ci troviamo di certo di fronte al miracolo, però questo logo rompe un po' gli schemi dei classici marchi olimpici. In questo caso si perde del tutto il legame con simboli storici del paese ospitante.
Un logo pulito, esteticamente gradovelo che inserisce il .RU, dominio nazionale Russo.
Una scelta anche coraggiosa, che speriamo dia i suoi frutti e apra nuovi trend per la creazione di loghi per questo tipo di evento.

venerdì 27 novembre 2009

CONVYCONV, la conversione totale!



Un logo fresco e moderno, semplice e tecnologico che nasconde qualcosa di sorprendente.
www.convyconv.com è nato da poco, ma già fa vedere quello che vale. Un convertitore globale di files che non si ferma davanti a nulla. Potete convertire decine e decine di formati in decine e decine di altri formati, dal testo alle immagini, dalla musica ai video. Il sito è sempre in continua espansione, sempre nuovi formati vengono aggiunti. La cosa nuova è che se il file da convertire non è enorme CONVYCONV te lo trasforma al volo e te lo fa scaricare subito; per sicurezza però ti manda anche una mail, perchè per 5 giorni il file rimane disponibile!
E per finire con le chicche se avete qualche richiesta particolare è sufficiente mandare una mail e sarete presto accontentati.
tutti gli utenti possono raggiungere Convyconv, ma quelli su rete Fastweb "dovranno usare un altro indirizzo", cioè fastweb.convyconv.com
CONVYCONV, trasforma la fantascienza in futuro!

mercoledì 21 ottobre 2009

Eni: che casino!


Questo è(ra) il logo Eni, una delle maggiori aziende produttrici di energia. Logo storico, disegnato niente di meno che da Bob Noorda. Un marchio che segue tutte quelle regole basilari per poter ottenere qualcosa di successo. Font estremamente personale e riconoscibile, tanto da essere utilizzato come logo anche da solo, La grande E che simboleggia la potenza della società con la sua imponenza, le sei zampe del cane simboleggiano le quattro ruote dell’automobile e le due gambe del guidatore, il tutto rinchiuso in un quadrato giallo con elementi rossi, colori che riportano alla potenza del fuoco e quindi energia. Logo equilibrato in ogni sua parte, nulla da eccepire.
Ma qualcosa succede, il restyling del marchio viene deciso, e qualcosa di inquietante viene sfornato.

Ecco il nuovo marchio.
Qualcosa non torna, tutte gli equilibri saltano, il font originale viene scimmiottato, i risultati sono pessimi. Ma andiamo per gradi.
Il cane resta immutato, e meno male, la scritta diventa minuscola, come se Eni non fosse più una potenza, viene sminuita in questo caso l'immagine, in più è in parte tagliata nella parte bassa, come se stesse affondando in qualcosa di non meglio definito.
Sparisce la linea rossa che dava stabilità agli elementi, infatti senza questa il cane decide di scappare, e piano piano prende il volo, come se l'affondamento fosse inevitabile.
Il box giallo viene ristilizzato secondo i canoni del web 2.0, peccato che sia ormai una cosa poco originale e ampiamente abusata, e che abbia indiscussi problemi di riproducibilità su numerosi materiali che un'azienda così grande deve utilizzare.
C'è anche un video che spiega il restyling; buona visione!



Purtroppo ci troviamo un'altra volta di fronte ad uno scempio. Invece che fare il passo avanti, costantemente si arretra, come se il design fosse morto. Cerchiamo di non seppellirlo.

venerdì 12 giugno 2009

Magic Italy

Eccoci qui, di nuovo davanti ad un orrido logo nazionale.
La storia non insegna niente.
Dopo il tonfo colossale del portale Italia.it, che ha portato allo sperpero di oltre 40 milioni di euro, ci troviamo di fronte al secondo atto.
Ma procediamo con ordine.

Il nostro presidente del Consiglio ha pensato bene di diventare un creativo, quindi ha elaborato un nuovo logo per l'immagine dell'Italia all'estero. L'ha dato in mano al ministro del turismo (il logo ovviamente), che ha pensato bene di presentarlo in anteprima all'edizione notturna del TG4 di Emilio Fede.
Siete rimasti smascellati?
Come tutti credo, soprattutto pensando che per la creazione di cotanta beltà sono stati investiti quasi 2 milioni di euro.
Di fronte allo scetticismo di chiunque, anche della donna delle pulizie dello studio del TG4 c'è stato un marcia indietro della ministra, che ha subito tranquillizzato dicendo che si trattasse di una bozza.
Passiamo alle conclusioni.
Questo logo dovrebbe rappresentare l'immagine dell'ITALIA all'estero; è vergognoso come ogni logo, dal vecchio Italia.it, a quello dell'expo di Milano sia un accrocchio di schifezze, caratteri mischiati senza criterio, effetti di dubbio gusto e l'assoluta mancanza di progettualità. Tutto quello che non va fatto quando si pensa un buon logo viene rigorosamente messo in atto.
I commenti dalla rete sono moltissimi, da chi lo definisce un logo per le televendite notturne oppure un tetro campionario di effetti di Photoshop. Ognuno troverà sicuramente qualcosa di curioso e divertente da dire.
Vi lascio con il filmato della presentazione al TG4.
Buon logo a tutti!

domenica 25 gennaio 2009

Logo Milano EXpo...speriamo EX logo...

Dopo l'incredibile logo di LONDRA 2012, ci troviamo di fronte ad un altro scempio...
Milano è una città a me cara, ne sono innamorato, e mi risulta difficile parlarne male, è la capitale della moda, del design, delle tendenze e di tutto quello che fa comunicazione, quindi per un evento di tale importanza ci si aspettava qualcosina di più...
Come dicevo poco sopra siamo di fronte ad uno scempio vero e proprio; un'accozzaglia di clipart sapientemente condita da testi sparsi senza un criterio.
Appare chiaro il rimando a Leonardo, più che lecito, ma il globo puntato sull'Asia...beh...ragazzi...è un nonsense micidiale.
Riprendo un commento di un utente di un altro blog che "spiega" e "racconta" la storia di questo logo.



Per rispondere ai numerosi interrogativi riguardo la paternità del logo ed a scanso di ulteriori equivoci prossimi a diventare nuove leggende metropolitane (risultato di un concorso, studi invitati, ecc.), vorrei informare tutti coloro che hanno inviato un commento che, chi scrive - in qualità di architetto dipendente del Comune di Milano - è l’autore del “concept” iniziale del logo EXPO.
Il logo, infatti, è nato - quasi per gioco - all’interno degli Uffici della Direzione Centrale Sviluppo del Territorio durante le primissime riunioni (autunno 2006) volte, almeno per gli aspetti urbanistici di nostra competenza, alla scelta del sito più idoneo ad ospitare l’evento.
Erano ancora lontani i tempi della definizione dell’attuale e definitivo tema legato alla nutrizione, tant’è che inizialmente - come lo stesso logo dimostra – i più stretti collaboratori del Sindaco pensavano di “puntare” sul tema del genio di Leonardo quale aspetto emblematico - fortemente identificativo e universalmente riconosciuto - della Città di Milano (Cenacolo, Navigli, ecc.).
E’ così che, in occasione della produzione di alcune tavole a scala territoriale (in particolare quelle relative alla Via d’Acqua ed alla Via di Terra) ho pensato di rappresentare l’area nei pressi del Polo fieristico di Rho-Pero, piuttosto che con una banale stringa di testo, con un’immagine evocativa.
A quel punto, però, l’idea è talmente piaciuta a tutti i membri dello staff EXPO che il “concept” iniziale è stato fatto sviluppare – a mia insaputa - da un’Agenzia che ha stilizzato l’Uomo Vitruviano (inizialmente coincidente con l’originale disegno vinciano), modificato il font e sostituito un’immagine satellitare della Terra (scaricata da internet) con un più semplice disegno del globo, stranamente orientato sul continente asiatico…
Da quel momento il logo è stato registrato ed è divenuto il simbolo ufficiale della nostra candidatura.
Certo, sono il primo a riconoscere che quanto prodotto non è il massimo dal punto di vista grafico e che, forse, Milano avrebbe potuto/dovuto pensare – quantomeno - ad un concorso di livello nazionale, ma mai mi sarei aspettato che quel primo bozzetto avrebbe avuto un seguito così importante…
Ci voglio credere, anche perchè il personaggio mostra la sua prima proposta, che senza ombra di dubbio è ANNI LUCE meglio di quella che abbiamo sotto gli occhi...

Beh, sarà per la prossima volta...

giovedì 25 settembre 2008

London 2012

Beh...se il logo "Quest of the Frontier" è forse il peggiore mai visto, questo ufficiale delle Olimpiadi di Londra del 2012 riesce a gareggiare per il titolo. Un solo particolare lo porta in testa alla graduatoria; il costo. Ebbene questo "gioiello" di design e creatività è costato la bellezza di 600.000 euro! provate a dirlo a voce alta, SEICENTOMILA EURO...non ci si crede. I commenti sono laconici, il The Indipendent si chiede cosa rappresenti, una svastica colorata? la fermata di un bus? il logo di una Disco anni '80? forse niente di ciò o forse tutto, non è dato saperlo. Si riesce ad intravedere, con una certa fatica la scritta 2012 stilizzata...molto stilizzata...forse troppo...
Questo "capolavoro" entra di diritto tra i loghi famosi, quelli nuovi e quelli brutti, ma si merita una categoria a parte, quella dei loghi costosi...inutilmente costosi...